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Cristian

Calabrese

Biografia

Ciao sono Cristian Calabrese e mi definisco un “Cercatore” sono un artista disposto ad usare qualsiasi mezzo, legale, per comunicare la mia arte. Per me: “Un artista consapevole ha qualcosa da dire mentre tutti gli altri vogliono solo dire qualcosa”.
Ho iniziato a studiare recitazione molto presto, ma i metodi studiati non mi hanno mai soddisfatto a pieno, ecco perché ho preferito studiare facendo pratica, sperimentando principalmente la mia attitudine comica.
Ho lavorato come Comedian nelle più importanti trasmissioni della TV italiana partendo da Comedy Central per poi approdare a Zelig. Negli ultimi anni ho lavorato come speaker in una radio nazionale “Radio Studio Più” in onda con la mia trasmissione “RadioFornication”. La radio mi ha dato modo di esplorare la voce e un nuovo modo di comunicare la mia arte e questo mi ha formato tantissimo.
Mi piace cambiare spesso, ho fame di apprendere e l’unica maniera di farlo è quella di mettersi in gioco sbagliando molto. Mi piace cadere perché trovo un enorme soddisfazione nel rialzarmi.
Sono fondatore della GENCO FILM una giovane casa di produzione cinematografica che ha una filosofia: dare spazio ai giovani artisti emergenti. Di conseguenza ho creato la Master Film Academy un Laboratorio artistico dove i miei studenti possono creare attraverso un metodo innovativo che racchiude tutta la mia esperienza professionale e di vita.
Oltre ad essere un autore comico, negli ultimi anni ho iniziato a scrivere sceneggiature occupandomi anche di regia. Amo raccontare la realtà attraverso la finzione. Mi definisco una spugna sociale, un osservatore della realtà che mi circonda e quando non trovo un’ispirazione che mi soddisfi cerco le mie storie in altre realtà utilizzando il mio personale spazio quantico.
Ho creato un sistema di lavoro in grado di sospendere la razionalità e dare libero sfogo alla mia parte più irrazionale. Non creo per il pubblico ma insieme al pubblico. Il pubblico non si appassiona alle storie o ai personaggi, il pubblico vuole provare emozioni attraverso le storie e i personaggi. Noi artisti siamo un tramite tra la realtà e finzione, siamo dei canali tra il pubblico e qualcosa di più grande di noi. L’artista prende dal mondo porta dentro di sé e restituisce al mondo in una chiave diversa, un’impronta indelebile che rimarrà nel tempo.
Prima di lavorare a tempo pieno nel mondo dello spettacolo mi sono occupato di comunicazione per molte aziende importanti, tutto quello che ho imparato mi ha aiutato anche nello spettacolo, cosa che non mi sarei mai aspettato accadesse.
Mi sono chiesto cosa mancasse agli artisti in genere per riuscire a realizzare i propri sogni. Ho capito, grazie alle mie esperienze dirette e a qualche mentore incontrato per strada, che… per raggiungere il sogno bisogna saperlo trasformare in obiettivo accettando le che le difficoltà per arrivarci fanno parte del pacchetto.
Il 95% degli artisti non arriva mai al proprio obiettivo… questo perché non si conoscono le regole fondamentali del successo: successo non significa soldi o fama, ottenerli è abbastanza semplice, avere successo significa essere felici di fare ciò che si fa e non fare ciò che si fa per essere felici. E io sono decisamente felice di fare ciò che faccio.
Il problema delle persone normali è la loro normalità, la ricerca spasmodica della felicità che inevitabilmente genera infelicità.
Noi artisti siamo diversi, vero… siamo quello che siamo: insoddisfatti, ansiosi, emotivi, empatici, egocentrici, famelici, immorali … già … è proprio questa la nostra forza. Stimoliamo la creatività attraverso le idee, le emozioni, i desideri e i bisogni. Viviamo come dei senza tetto, girovagando per le vie del centro nutrendoci degli scarti delle persone normali che andiamo a raccattare frugando nei cassonetti della spazzatura nella speranza che qualcuno ci veda.
Gli esseri normali tendenzialmente seguono la massa seguono le regole e il sogno che altri hanno scritto per loro: una vita fatta di felicità, speranza, lavoro fisso, famiglia perfetta e di una vecchiaia all’insegna della pensione attendendo l’inesorabile fine.
Voglio darti un’informazione confidenziale: la felicità non esiste, esiste solo la realtà, la tua realtà, e la capacità che l’individuo ha di interagire con l’ambiente circostante. Non esiste nessun destino segnato per te.
Sei tu che crei il tuo destino giorno per giorno con le tue scelte con la volontà delle tue azioni giuste o sbagliate che siano accettando che la vita è solo una palestra alla quale ci siamo iscritti con la consapevolezza di dover fare fatica allo scopo di aumentare l’ipertrofia della nostra esperienza; cercare spasmodicamente la felicità significa decidere di stare seduti sul divano ad ingozzarsi di panini e birre attendendo la fine.
L’essere umano nasce libero allo scopo di fare esperienza, poi siamo noi che decidiamo di metterci in gabbia, credendo che quella gabbia sia tutto quello che abbiamo. E si cresce credendo che la nostra felicità sia: rimanere bloccati nelle nostre convinzioni senza farci uscire dalla nostra zona di protezione, raccontandoci una serie di scuse, paure, credenze limitanti che non ci fanno ottenere ciò che ci renderà veramente liberi e felici. Quando ci si abitua a stare in gabbia la libertà spaventa più della prigionia.
Ognuno di noi deve, anzi ha l’obbligo di cercare la felicità attraverso l’infelicità e per farlo deve iniziare a controllare la paura di aver paura. Deve accogliere ogni singola emozione negativa e positiva, ogni singola esperienza dalla più bella a quella più drammatica. E noi artisti abbiamo una missione, abbiamo l’onere di tenere accesa la fiamma della consapevolezza che: la vita è viaggio tra inferno e paradiso e che tutto questo è di per sé magnifico nonostante la sua crudeltà. Una persona normale può rifiutare tutto questo, un artista no, non può esimersi da tutto questo. L’artista, quello vero, ha una missione ed è quella di provare tutto ciò che l’uomo è stato creato per provare, facendolo suo rielaborarlo per poi restituirlo su un piatto d’argento alle persone normali con la speranza che se ne cibino arrivando alla catarsi.

Spesso ho sentito colleghi e persone parlare di grandi obiettivi da raggiungere e successi da ottenere, e poi vedere le stesse persone non fare nulla per ottenere quello che a parole si erano proposti di fare. IL SUCCESSO è una conseguenza diretta di una serie di sacrifici quotidiani.

cristian calabrese